Chi siamo

Il nostro metodo

Azzurrini Academy è un progetto di avvicinamento all'attività calcistica e motoria inclusiva, pensato per bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico ad alto funzionamento e/o lieve disabilità intellettiva. Utilizziamo le nuove tecnologie per rinforzare le competenze acquisite sul campo da gioco (training cognitivo) e per migliorare la gestione delle emozioni (intelligenza emotiva).

Il percorso

Un metodo strutturato in 9 fasi

Dal primo contatto con la famiglia fino alla ricerca e sviluppo, ogni fase costruisce le basi per la successiva.

1

Presentazione del caso

Momenti di confronto e condivisione con tutti i servizi della rete territoriale coinvolti, in cui si definiscono le modalità operative del progetto.

2

Conoscenza del minore e relazione di fiducia

L'educatore incontra il ragazzo insieme alla famiglia, poi conosce allenatore e centro sportivo, per costruire una relazione di fiducia tra operatore e ragazzo.

3

Allenamento in campo

Si svolge nel centro sportivo con un allenatore professionista esperto nella gestione di ragazzi con disabilità, per migliorare autonomia, relazione, rispetto delle regole e coordinazione motoria.

4

Nuove tecnologie

Il cuore del metodo: coding e robotica, training cognitivo e intelligenza emotiva, approfonditi nella sezione qui sotto.

Scopri l'approfondimento
5

Sostegno alla genitorialità

Monitoraggio condiviso con la famiglia su obiettivi e strategie individualizzate, con colloqui periodici e un lavoro di mediazione con la Neuropsichiatria di riferimento.

6

Lavoro in rete

Confronto settimanale con la Neuropsichiatria e momenti di allenamento condiviso con le altre squadre del settore giovanile, anche insieme alla prima squadra.

7

Raccolta ed elaborazione dati

I risultati di ogni attività vengono raccolti, monitorati ed elaborati per misurare i progressi nel tempo.

8

Incontri di supervisione

Momenti dedicati al confronto interno del team, per condividere osservazioni e allineare il lavoro di tutte le figure coinvolte.

9

Ricerca e sviluppo

I dati raccolti alimentano un percorso continuo di studio e innovazione del metodo, in collaborazione con enti scientifici e universitari.

Fase 4 — Approfondimento

Le nuove tecnologie

Tre ambiti di lavoro complementari, pensati per rispondere ai bisogni specifici dei ragazzi con disturbi dello spettro autistico.

Coding e robotica

La comunicazione, per quanto possa apparire un processo intuitivo, presenta notevoli sfide per le persone con disturbi dello spettro autistico, a causa delle difficoltà nell'instaurare connessioni interpersonali. La robotica sta emergendo come uno strumento di supporto efficace, perché risponde ai bisogni di prevedibilità, concretezza e stabilità di questi ragazzi.

Tre elementi ne favoriscono l'adozione: l'uso prevalente del canale visuo-spaziale (più immediato di quello uditivo), un linguaggio strutturato e prevedibile privo di componenti emotive, e la possibilità di personalizzare lo strumento sull'utente. Questo si traduce in un ambiente protetto, dove l'ansia da prestazione è ridotta e più facilmente gestibile, con benefici sui processi attentivi, sull'autostima e sull'autoefficacia.

Il pensiero computazionale

Il pensiero computazionale è la capacità di scomporre un problema complesso in sotto-problemi più semplici, da affrontare uno alla volta: una competenza che si ritiene cruciale sviluppare fin dalla prima infanzia. Nella robotica educativa, questo si traduce nell'esercizio del ragionamento logico e nella gestione naturale dell'errore (debug), con l'attenzione sempre rivolta all'obiettivo finale.

Per i bambini con disturbi dello spettro autistico, l'interazione con i robot si è dimostrata particolarmente efficace: l'attenzione si mantiene più a lungo rispetto a un interlocutore umano e si riducono i comportamenti di disagio, come lo sfarfallio delle mani. La terapia assistita da robot va quindi considerata complementare, e non sostitutiva, alla terapia umana tradizionale.

Tecnologie utilizzate

Mind Robot BlazePod

Le attività

Proponiamo due tipologie di attività complementari: il coding unplugged (i principi della programmazione senza l'uso di dispositivi elettronici) e l'utilizzo di un robot. Entrambe mirano a sviluppare il pensiero computazionale, sia nella fase di gruppo pre-campo sia a casa con i genitori, per preparare i ragazzi al successivo allenamento cognitivo con il mister.

Misurazione dei risultati

I progressi vengono seguiti attraverso indici dedicati, creati appositamente per misurare i risultati ottenuti in questo ambito.

"Il pensiero computazionale è una metodologia logico-creativa che facilita la scomposizione di problemi complessi in sottoproblemi più semplici." — Jeannette Wing, 2006

Training cognitivo

La ricerca scientifica ha confermato l'elevata plasticità del cervello umano, particolarmente marcata nelle fasi precoci dello sviluppo ma presente per tutta la vita (Zhou & Merzenich, 2007). Nei bambini con Disturbo dello Spettro Autistico si riscontrano difficoltà nelle Funzioni Esecutive — pianificazione, flessibilità cognitiva, controllo degli impulsi — che incidono su competenza sociale e rendimento scolastico (Pellicano, 2012).

L'uso delle nuove tecnologie offre continuità e coerenza nell'allenamento di abilità specifiche, permettendo ai ragazzi di concentrarsi sul compito cognitivo in un ambiente più controllato e meno distraente.

Tecnologie utilizzate

Video 2D Video 3D Tablet / smartphone Riprese con drone Realtà virtuale App

Le attività

Semplifichiamo gli schemi di gioco proposti dal mister attraverso queste tecnologie, e li rendiamo disponibili su un canale YouTube dedicato: così i ragazzi possono "allenare la mente" a casa, insieme ai genitori, rivedendo quanto spiegato in campo (videomodeling).

Metodologia

I primi 4 schemi vengono spiegati in campo dal mister con lavagna, schema cartaceo semplificato, video 2D e 3D e riprese con il drone. Gli 8 schemi successivi, a difficoltà crescente, vengono invece appresi a casa dai ragazzi insieme ai genitori, attraverso gli stessi supporti digitali.

Misurazione dei risultati

Anche in questo ambito sono stati creati indici dedicati per misurare i risultati ottenuti.

Intelligenza emotiva

Nella vita quotidiana siamo generalmente in grado di riconoscere e comunicare i nostri stati emotivi. Questa capacità di auto-consapevolezza è ciò che Goleman definisce "Intelligenza Emotiva": la capacità di identificare, comprendere e gestire le proprie emozioni.

Nel disturbo dello spettro autistico, questa capacità non si sviluppa spontaneamente: è quindi essenziale educare i ragazzi a riconoscere e gestire le emozioni prima che diventino preponderanti, aiutandoli a interpretare le proprie sensazioni e a dare loro un nome — un passo che facilita il riconoscimento delle stesse emozioni in situazioni future, in sé stessi e negli altri.

Tecnologie utilizzate

Realtà aumentata (Merge Cube) UnidigitalAR Realtà virtuale

Le attività

Siamo partiti dall'applicazione di realtà aumentata Moment A.R. — pensata per ragazzi autistici e visibile tramite il Merge Cube — per ricreare il momento cartaceo che la precede: 6 carte che rappresentano 6 emozioni diverse, con fronte emoticon/colore e retro volto o azione reale.

1. Felicità 2. Tristezza 3. Rabbia 4. Sorpresa 5. Paura 6. Disgusto

Sarà compito dell'educatore costruire percorsi educativi personalizzati a partire da questi strumenti.

Misurazione dei risultati

Anche per questo ambito sono stati creati indici dedicati per misurare i risultati ottenuti.

"L'intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie emozioni e quelle altrui." — Daniel Goleman